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Cultura

A Milano si celebra l’uguaglianza sociale

Lo scorso sabato 2 marzo le vie di Milano sono state attraversate dalle oltre 200 mila persone (addirittura 250 secondo l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino) che hanno preso parte alla manifestazione antirazzista People-prima le persone. I numeri sono davvero notevoli, ben oltre le aspettative: vi hanno partecipato circa 1200 fra enti e associazioni (da Emergency, ad Amnesty International, a Medici Senza Frontiere), nonché i segretari generali dei maggiori sindacati italiani (Cgil, Cisl, Uil), 700 sono stati i Comuni aderenti e 40 mila i consensi raggiunti su Facebook.

Il corteo è partito nel primo pomeriggio in zona Porta Venezia, e si è poi snodato per le vie milanesi tra balli, colori, musica dal vivo fino ad arrivare a Piazza Duomo, dove i manifestanti hanno voluto concludere il loro percorso sulle note di People have the power. Una manifestazione totalmente pacifica, senza contestazioni, senza striscioni offensivi, fatta semplicemente per promuovere valori di tolleranza, di inclusione e di difesa dei diritti delle minoranze: non solo dei migranti, ma anche delle donne, dei disabili e degli omossessuali. Perché per realizzare una vera e propria democrazia, come si legge nell’appello di People, l’unica strada percorribile è quella di debellare alla radice tutti i sentimenti di odio e discriminazione, e di realizzare misure atte ad assicurare le pari opportunità fra uomo e donna e a combattere le situazioni di precarietà.

Il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala, che ha partecipato alla marcia, si dice felice del risultato della manifestazione: “E’ un momento di grande cambiamento per il Paese, è questa la nostra visione dell’Italia. Uno spartiacque per la società. Uno spartiacque tra apertura e chiusura, tra qualche sogno autarchico, che si manifesta nell’idea di trasmettere solo canzoni italiane alla radio, e una visione internazionale. Non lasciate la politica solo ai politici, da Milano può ripartire un’idea diversa dell’Italia”. Con lui altri noti rappresentanti della politica, come il precedente sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Pier Luigi Bersani e Nicola Zingaretti (neo segretario del Partito Democratico) che sottolinea il “bisogno delle persone e di tornare alle persone”, di mettere al centro quelle minoranze che per troppo tempo sono state oggetto di discriminazione.

Chi ha visto in questa mobilitazione un messaggio diretto al governo ha visto bene: come si legge sulla stessa pagina Facebook della manifestazione infatti, l’evento è stato proprio ideato per contrastare le scelte compiute sino ad oggi dall’esecutivo in materia di immigrazione, politiche di inclusione, lotta alle disuguaglianze e povertà. Ed è proprio su questo punto che il Ministro degli Interni Matteo Salvini ha voluto intervenire, facendo notare come “il messaggio al governo lo abbiano dato gli italiani con il voto rinnovando la fiducia al partito leghista e al governo di mese in mese e di elezione in elezione.” Ogni manifestazione pacifica e democratica è sempre ben accetta, ma il leader della Lega ribadisce che le sue idee non cambiano, e che continuerà a seguire una linea restrittiva della politica migratoria, dando ampio spazio alla lotta agli scafisti, ai trafficati, ai mafiosi e agli sfruttatori.

Il giorno successivo alla mobilitazione ha voluto dire la sua anche Beppe Grillo, che con un post sul blog del M5S attacca le affermazioni del sindaco Sala, affermando che chiunque abbia un minimo di buon senso sa che non esiste alcun razzismo nel nostro Paese. Piuttosto, esiste solo un egoismo sociale di coloro che invece di sostenere gli oltre 5 milioni di italiani che si trovano sotto la soglia della povertà preferiscono additare il popolo italiano come popolo che discrimina, quando in realtà, dice il fondatore del Movimento, il razzismo è solo un fenomeno mediatico.

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