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Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

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A Neumarkt si formano i giovani federalisti

Ogni estate Mfe organizza a Neumarkt in Austria un corso di formazione riservato agli studenti delle ultime classi degli Istituti superiori, che hanno presentato i migliori elaborati su un tema di interesse europeo proposto con un apposito bando. I ragazzi selezionati godono di borse di studio messe a disposizione da alcuni Enti come l’Ente nazionale canossiano di Verona, l’Istituto Pio V di Roma, l’Istituto Cavanis di Possagno e per la provincia di Vicenza da ALDA, Associazione per la diffusione della democrazia locale, emanazione del Consiglio d’Europa. Nel 2018, il concorso si è potuto tenere in diverse province non solo venete e nella sua fase preparatoria ha coinvolto alcune migliaia di studenti e decine di docenti e dirigenti scolastici. A Vicenza ha visto  l’adesione degli Istituti Fogazzaro e Boscardin.

Al termine del corso i ragazzi hanno elaborato una Convenzione, che per il suo interesse proponiamo qui integralmente

 

CONVENZIONE DEI GIOVANI CITTADINI EUROPEI

Neumarkt, 28 luglio 2018

 Noi giovani cittadini europei partecipanti al seminario di Neumarkt vorremmo porre alla Vostra attenzione, e a quella del popolo europeo tutto, l’importanza di riprendere il progetto federalista e dare all’Europa nuovo impulso: le odierne sfide globali, le tendenze regressive dei nazionalismi e l’evidente inadeguatezza delle attuali strutture dell’Unione hanno messo in luce oggi, come mai prima d’ora, la necessità di portare a compimento l’integrazione del popolo europeo, mediante la creazione di una Federazione europea, a partire dagli insegnamenti del Manifesto di Ventotene. Non vogliamo infatti arrenderci alle derive nazionalistiche che si sviluppano sempre più, specie nell’Est Europa e anche in alcuni Paesi fondatori, e che si dimostrano inefficaci nel rispondere a problemi globali; bisogna invece impegnarsi con sempre maggior convinzione per una maggiore integrazione europea e quindi dare soluzioni europee a problemi europei.

Con queste premesse, e grazie ai momenti di confronto tenutisi nel corso del presente seminario, vorremmo, anzitutto, porre l’accento sui seguenti punti.

  1. Creazione di un popolo europeo e sviluppo della democrazia nelle istituzioni

 

È nostra ferma convinzione che, per riuscire a dar vita alla Federazione europea, sia fondamentale la presenza di un popolo che si senta europeo. Ogni cittadino dovrà essere consapevole dei propri diritti e doveri e, dunque, partecipe della vita e dello sviluppo di questo grande progetto di cooperazione e dialogo indirizzato al mantenimento di una pace perpetua, e non di una semplice tregua. Peraltro, un embrione di tale popolo europeo esiste, considerato che letteratura, scienza, cultura e ricerca si sono diffuse a livello europeo valicando i confini nazionali, nonostante il sentimento e la consapevolezza di far parte di un popolo europeo oggigiorno debbano essere incentivati. A ogni modo, non si intende negare l’esistenza di realtà culturali diverse, le quali possono pacificamente convivere, come lo stesso motto “Uniti nella diversità” ci suggerisce. Importante, in questo senso, si rivela il ruolo del sistema educativo, nell’ottica di una maggiore partecipazione dei cittadini nel dibattito pubblico europeo. A tale riguardo, si invitano le istituzioni a creare canali di informazione pubblici comuni a tutti gli Stati membri, in modo da agevolare il cittadino nella valorizzazione della sua identità europea.

Fondamentale, inoltre, è la lotta al deficit di democrazia che caratterizza l’attuale assetto istituzionale; per questa ragione, sottolineiamo l’urgenza per l’Unione di dotarsi di una struttura federale regolata da una costituzione approvata dal popolo europeo attraverso un referendum. In questo nuovo assetto, in particolare, proponiamo un Parlamento europeo composto da una camera alta, rappresentativa degli Stati, e da una camera bassa, rappresentativa dei cittadini, dal quale un governo centrale europeo debba ottenere la fiducia, conferendo finalmente una piena e democratica capacità decisionale non più vincolata dal diritto di veto. L’efficienza di tale assetto istituzionale è assicurata dal principio di sussidiarietà, mediante il quale il sistema governativo viene agevolato con la suddivisione e la distribuzione dei poteri a diversi livelli di competenza.

 

  1. Politica estera e di difesa unica

 

La attuale situazione di instabilità geopolitica globale, con particolare riferimento al Medio Oriente e all’Africa, ha altresì rivelato come ventotto voci diverse in merito ai temi di politica estera e di difesa siano ormai uno strumento inefficiente e poco adatto a fronteggiare le problematiche odierne. La futura Federazione europea dovrà ricoprire un ruolo primario nel raggiungimento della pace perpetua e della democrazia, così come dovrà contribuire a uno sviluppo economico sostenibile delle aree instabili attraverso una collaborazione reciproca, nonché un piano di azioni che giovi a tutte le parti, rifiutando il neocolonialismo.

Le sfide che ci si pongono davanti, come la questione migratoria, la minaccia terroristica e le problematiche ambientali, non possono essere risolte a livello nazionale. Perciò la soluzione definitiva è rappresentata in primis dalla creazione di un sistema federale in Europa, pacificando così un continente che è stato epicentro dei due conflitti mondiali e, successivamente, dando vita a una federazione mondiale. Dunque, sosteniamo con decisione la necessità che l’Unione si doti al più presto di un’unica politica estera e di difesa, e quindi di un unico esercito europeo, un sistema di intelligence che garantisca la sicurezza interna e di una guardia costiera e di frontiera, specie al fine di garantire una linea politica unitaria per quanto attiene al problema di controllo e gestione dei flussi migratori, coniugando solidarietà e sicurezza.

 

  1. Un governo europeo dell’economia

 

La perdita di centralità degli Stati europei e il susseguirsi di numerose crisi nella seconda metà del XX secolo, come la caduta del sistema di Bretton Woods e lo scioglimento dell’Unione Sovietica, hanno favorito la formazione dell’Unione economica e monetaria. L’introduzione ufficiale di una moneta unica europea nel 1999, tuttavia, è ancora una conquista parziale, poiché l’euro è rimasto una valuta senza Stato, cioè senza un governo che attui la necessaria politica fiscale che accompagni la politica monetaria della Bce. Oltre alle misure di politica monetaria messe in atto negli ultimi anni, infatti, dovrebbe esserci un bilancio di misura non irrilevante dell’Eurozona che intervenga per risollevare le aree geografiche economicamente e tecnologicamente meno sviluppate e che miri a una riconversione sociale ed ecologica sostenibile dell’economia. Se non ci sarà un concreto trasferimento di risorse e competenze a livello europeo, non si porrà mai freno alla crescita dei debiti sovrani. Inoltre, è necessario che il finanziamento di tale bilancio sia assicurato da tasse europee dirette che non prevedano la mediazione da parte dello Stato nazionale, di cui esempi sono la carbon tax e la web tax, e basato sul federalismo fiscale, oltre che da obbligazioni emesse e garantite da istituzioni europee e da un più efficace e sistematico contrasto all’evasione fiscale delle grandi multinazionali, le quali attualmente influenzano pesantemente le politiche economiche nazionali. Infine, a livello mondiale, è auspicabile che i Diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale si trasformino in una moneta che sostituisca il dollaro nel ruolo di valuta egemone, affinché si affermi un ordine economico e monetario permanente gestito in modo multipolare negli interessi di tutti i cittadini del mondo.

Conclusioni

Noi giovani europei crediamo che l’unità politica dell’Europa e in prospettiva del genere umano siano possibili e necessarie. Chiediamo ai rappresentanti della classe politica europea di promuovere azioni che vengano incontro alle richieste provenienti dai cittadini europei, al fine di pervenire all’obiettivo proprio di una federazione europea e in prospettiva di una federazione mondiale. Tutto ciò non potrà iniziare senza prima stilare una costituzione europea e istituire un governo federale europeo. Si realizzerebbe così uno sviluppo economico ed umano compatibile con la tutela dell’ambiente e attento alle esigenze delle nuove generazioni. Occorre, infine, una riforma in senso democratico delle istituzioni pubbliche europee e mondiali per garantire la risoluzione delle controversie tra Stati, per giungere una volta per tutte alla pace.

Favorevoli: 37

Astenuti: 0

Contrari: 1

NB I 4 coordinatori dei gruppi di lavoro hanno costituito il Presidium della Convenzione e non hanno quindi preso parte alle votazioni.

 

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