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Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

Politica interna

Elezioni europee: la resa dei conti della democrazia?

Ricapitoliamo un po’ di eventi, a rinfrescare la memoria in un periodo di flusso incontrollato di notizie, spesso poco rilevanti.

Il prossimo fine settimana si va al voto per le elezioni amministrative di molti comuni e per quelle europee. In questo momento storico, ovviamente, queste ultime ricoprono una rilevanza centrale.  Cominciamo dalla prospettiva nazionale.

Le ultime elezioni europee vedevano, con uno straordinario capovolgimento di fronte, vedevano un arrembante Matteo Renzi, capitano dell’allora Partito Democratico, vincere in modo schiacciante. Nel frattempo, però, molte cose sono avvenute. La rapida e costante discesa del primo ha comportato l’ascesa di un altro Matteo, tale Salvini, che con un metodo completamente nuovo, è riuscito a conquistare una fetta importante di elettorato alle successive elezioni politiche, avvenute lo scorso marzo. L’altro compagno di merende, tale Di Maio, guida quasi inconsapevolmente un solido Movimento Cinque Stelle che ottenne il miglior risultato di sempre alle stesse elezioni politiche, diventando primo partito italiano. Dopo quasi un anno dalla formazione del cosiddetto governo gialloverde, i limiti di tali formazioni politiche cominciano ad essere evidenti. Ció se é tanto vero e verificabile per il Movimento Cinque Stelle, é vero ma un po’ meno chiaro per la Lega. Questa, oramai stabilmente, rappresenta la prima forza politica italiana, complice anche la trasformazione che Salvini ha saputo portare al suo partito.

Questi limiti sono comunicativi e, soprattutto, organizzativi. Alla prova del nove, infatti, le due formazioni politiche hanno dovuto ammettere che, in effetti, governare tanto facile non é. Un po’ per i programmi molto distanti, un po’ per la dimostrata incapacità dei rappresentanti di queste forze, abbiamo assistito ad un impietoso spettacolo dove si faceva a gara per distrarre l’elettore.

D’altro canto, però, non che le altre forze politiche siano molto più in forma. Il Partito Democratico sembra non pervenuto, limitandosi a qualche apparizione qua e lá, giusto per nascondere le divisioni che lo caratterizzano da sempre. In molti, al riguardo, hanno proposto una modifica dello statuto per cambiare il nome della stessa organizzazione, da modificare in Ri-Partito Democratico.

Per quanto riguarda Forza Italia, invece…beh, penso non servano commenti.

Dopo questa breve carrellata sullo stato degli attuali partiti, risulta molto interessante verificare come la pensi l’elettorato.

Di fatto, però, possiamo rilevare che una delle profezie di A. Spinelli si sia già avverata e abbia comportato l’eliminazione della classica categorizzazione Destra-Sinistra e la nascita della nuova distinzione Europeismi-Populismi.

Se in Italia tale distinzione non sembra ancora chiarissima, avendo i rappresentanti della seconda categoria che dichiarano costantemente “Siamo a favore dell’Unione Europea, MA…”, un po’ quello che molti esponenti ipocriti esprimevano con “Ho molti amici omosessuali, MA…”, risulta limpidissima in un altro paese membro dell’Unione (che soddisfazione dirlo..), il Regno (dis)Unito.

In questo Stato, la situazione è ancora più critica rispetto a quella italiana. Il buon vecchio (scusate per il “buon”, suonava bene) Farage ha costituito un partito con un programma elettorale da quarta elementare (mi pare siano quattro punti, non più lunghi di una riga ciascuno.. ), nemmeno presente sul suo sito ufficiale (meglio non scriverlo), chiamato Brexit Party. Tale organizzazione politica, risulta il primo partito d’oltremanica, con percentuali da terrore (si dice superi il trenta per cento).

Il partito conservatore risulta praticamente scomparso e, al tempo stesso, il partito laburista sopravvive, ma con una crisi d’identità (vedi Brexit), che ricorda molto i 5 stelle.

In questo meraviglioso panorama, che ricorda abbastanza fedelmente un’ottima imitazione del Guernica, c’è una buona notizia, o forse due.

Prima: il prossimo weekend anche il Regno Unito parteciperá alle elezioni. Se in un paese dove l’unica cosa in cui si è d’accordo risulta essere il fatto che non si é d’accordo su nulla, sapere che l’unica cosa sicura nel prossimo futuro è che si terranno le elezioni europee, non è una brutta sensazione.

Seconda: i giovani britannici (quelli, per capirci, che non hanno votato per la Brexit perché Fortnite non poteva essere messo in pausa) si sono iscritti in massa per poter votare a queste elezioni europee. Meglio tardi che mai, oseremmo dire. Speriamo, ora, che sulla scheda non scrivano la pur condivisibile frase “Nigel, please, stop laughing…you are the only one!”.

Andiamo tutti a votare, votiamo bene, almeno solo per vedere il broncio sul suo viso!

Forza ragazzi di tutte le età, per una rinascita europea!!

Ricordando Altiero Spinelli,

“Per un’Europa libera ed unita!”

Federico Cazzaro

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