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Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

Politica interna

Il punto sulle elezioni europee

Il prossimo weekend, dal 23 al 26 maggio, si svolgeranno le elezioni europee. A pochi giorni dal voto, si prospettano tra le più interessanti di sempre, considerando il crescente fronte euroscettico che ormai ha contagiato quasi ogni Stato membro. In ordine di seggi, spiegherò, per i Paesi più importanti (esclusa l’Italia), la situazione alla vigilia delle elezioni.

GERMANIA

Il Paese di Angela Merkel elegge 96 parlamentari. Sembra scontata la vittoria del CDU/CSU della cancelliera, appartenenti al Partito Popolare Europeo, che dovrebbe portare a casa circa il 30% dei voti. Interessante invece il testa a testa tra Verdi e SPD, dove i primi potrebbero per la prima volta rubare la seconda piazza. Qui sembra più contenuta la presenza sovranista, con l’AFD che dovrebbe arrivare quarta. Seguono l’estrema sinistra della LINKE ed i liberali dell’FDP.

FRANCIA

In Francia vi è un testa a testa per la prima piazza nella lotta per i 74 seggi tra i sovranisti di Rassemblement National della Le Pen ed il partito del Presidente Macron, appaiati a poco meno del 25%. Seguono i repubblicani, unico altro partito che dovrebbe superare quota 10%, e France Insoumise, partito di estrema sinistra di Melenchon. La quota di partiti euroscettici qui è più alta che in Germania, ed in particolare la sinistra era e propria è ridotta al lumicino, mangiata dai liberali di Macron. Un successo pesante della Le Pen potrebbe causare non pochi problemi in patria a Macron, la cui leadership si era andata rafforzandosi negli ultimi mesi dopo lo scossone delle proteste dei Gillet Gialli.

REGNO UNITO

Lo UK sta attraversando un momento particolare dopo il fallimento nel riuscire ad uscire dall’Unione prima di queste elezioni. I parlamentari eletti sanno già che probabilmente il loro mandato sarà molto breve (probabilmente si estinguerà ad ottobre) e quindi la campagna elettorale si sta basando molto sulla brexit. Da qui si spiega l’incredibile risultato che sembra stia maturando dai sondaggi, con il Brexit Party di Farage, creato solo qualche settimana fa, in testa con oltre il 30% delle preferenze. L’eurodeputato uscente è riuscito a capitalizzare su di sé tutti i voti di chi è rimasto deluso dalla politica dei conservatori e dal fallimento di Theresa May. Seguono, ma sono in calo, i laburisti di Jeremy Corbin, che paga l’ambiguità del proprio leader riguardo all’uscita dall’Unione, con l’elettorato pro-UE che si sta spostando verso i verdi ed i liberaldemocratici. I conservatori sono addirittura dati come quarti (dietro ai liberali) e rischiano il peggior risultato della loro storia ad un’elezione. Se così fosse, è probabile che May sia costretta dal suo stesso partito a lasciare il governo, cambiando forse gli sviluppi sull’uscita dall’UE.

SPAGNA

In Spagna, il primo ministro socialista Sanchez sembra essere premiato per ora dagli elettori. Questo farebbe della Spagna il più grande Paese con un appartenente al PSE come primo partito. Continua a perdere terreno invece il Partido Popular, che ora è testa a testa con i liberali di Ciudadanos. Seguono Podemos e poi gli euroscettici di Vox, fermi ben al di sotto del 10%. La situazione spagnola è quindi molto diversa da quella degli altri grandi Paesi dell’UE, con una sinistra molto popolare ed una destra euroscettica ridimensionata.

POLONIA

Chiude il novero dei Paesi con più di 50 rappresentati la Polonia (che ne porta in dote 51). Qui è lotta per la prima piazza tra il partito al governo PIS ed una coalizione che ha dentro di sé appartenenti a tutti i gruppi parlamentari a destra dei conservatori. Entrambi gli schieramenti si aggirano intorno al 40% delle preferenze. La situazione qui è critica perché una sconfitta della coalizione renderebbe di fatto molto difficile riuscire a scalzare dal governo il partito che ha reso la Polonia una democrazia illiberale. La speranza dell’opposizione è che queste europee possano invece dare un segnale forte a livello nazionale.

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