Nella sontuosa cornice del Palazzo Giustiniani, il 22 gennaio scorso si è svolta a Roma la cerimonia di consegna da parte di Mfe del Riconoscimento Altiero Spinelli a Giorgio Napolitano. Pubblico numeroso, molti in piedi, presenze qualificate a partire da quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato come il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, i Sottosegretari Sandro Gozi e Carlo Calende (quest’ultimo neo rappresentante italiano nel Gabinetto Juncker), Giuliano Amato, Mario Monti, Pierferdinando Casini, Luigi Zanda, Emanuele Macaluso. Presenti inoltre numerosi esponenti del mondo della cultura come Angelo Bolaffi, Sabino Cassese e diversi corrispondenti di reti televisive e delle maggiori testate giornalistiche.

Dopo il motivato saluto di Pietro Grasso, ha preso la parola il nostro Presidente nazionale Giorgio Anselmi, che ha ricordato come la via del federalismo non sia stata mai né semplice né sicura. Il progetto europeo è nato in clandestinità nel momento più drammatico della seconda guerra e dopo i molti successi è oggi messo in discussione dal risveglio di sentimenti nazionalistici e xenofobi. Diversi partiti, fazioni e perfino Stati trovano agevole addossare all’Unione tutte le responsabilità della crisi attuale e non si accorgono quanto sia miserevole e pericoloso guardare alle frammentazioni del passato. Dobbiamo invece trarre ispirazione da uomini mossi da grandi idealità come Spinelli, De Gasperi e lo stesso Napolitano, che hanno dato un significativo contributo al livello di benessere e civiltà raggiunto dalle popolazioni europee in decenni di pace.

Giorgio Napolitano ha esordito dicendosi onorato del riconoscimento e ricordando quanto la vicinanza di Spinelli abbia contribuito alla sua formazione culturale e politica. Tra le sue qualità, colpiva la rara capacità di non scoraggiarsi di fronte alle sconfitte ed anzi di trarre da queste sempre maggior forza e convinzione. Le intuizioni espresse nel Manifesto di Ventotene mantengono oggi tutta la loro validità e ci sono utili per trovare il giusto orientamento in questa fase politica, nella quale pur tra molte divisioni non mancano segnali di avanzamento verso l’integrazione. Ne fanno testo l’autorevolezza della Bce in campo monetario e l’embrione di una politica estera comune ravvisabile nell’accordo sul nucleare iraniano e in quello sulla Libia. Il progetto europeo pertanto va avanti e ha bisogno di uomini nuovi che sappiano raccogliere l’eredità dei padri fondatori, comprendendo come non ci siano alternative al percorso da loro tracciato di fronte alle sfide della modernità.

Il discorso del Presidente Napolitano è stato riportato da numerosi quotidiani ed integralmente su http://www.unita.tv/opinioni/la-mia-idea-di-europa-unita-sovra-nazionale-orientata-in-senso-federale/

Quello di Giorgio Anselmi può essere consultato andando allintervento del Presidente del MFE Giorgio Anselmi assieme alle  motivazioni del riconoscimento.