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Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

Frammenti di mondo, Politica interna

Dalla Russia con amore

In questi giorni la Lega è sotto attacco da parte di tutte le forze politiche per presunti finanziamenti illegali di Mosca effettuati tramite l’ENI. Infatti, il sito americano Buzzfeed ha pubblicato un’inchiesta contenente la registrazione audio, risalente ad ottobre, di tre italiani considerati vicini al partito che trattavano con altrettanti russi a Mosca per far arrivare svariati milioni di euro per finanziare le elezioni europee. Il meccanismo emerso dalla conversazione sarebbe stato quello di vendere petrolio deprezzato a società fittizie controllate dalla lega che a loro volta le avrebbero date all’ENI a prezzo pieno, intascando di fatto la differenza. Non vi è per ora alcuna prova né che il finanziamento sia avvenuto né che Salvini, ma già mesi fa l’Espresso aveva pubblicato una propria inchiesta su presunti passaggi di denaro esteri verso il partito e la procura di Milano aveva aperto un’indagine a riguardo. La presenza al meeting di ottobre di Savoini, sempre presente a tutti gli incontri avuti da Salvini con Putin, e la scomposta reazione avuta dal leader, il quale ha goffamente negato di avere rapporti con l’indagato, nonostante numerose prove fotografiche e verbali, oltre ai tentativi di quest’ultimo di evitare di deporre sulla questione in parlamento e di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica, fanno pensare che il ministro abbia in effetti paura di quello che potrebbe saltar fuori.

Se tutto ciò venisse confermato, si profilerebbe una situazione nella quale il governo italiano sarebbe implicato in attività illegali e si potrebbe pensare che la sua politica estera sia influenzata da una potenza estera, cosa non accettabile. Di fatto, l’Italia sarebbe una marionetta al servizio di Putin. Al di là di questo, che sarà la magistratura a deciderne, sconcerta sia la reazione del pubblico che delle opposizioni. Il primo risulta spaccato a metà tra sostenitori della Lega (che ormai per i sondaggi sfiorano il 40% dell’elettorato) e chi invece la oppone, con i primi che continuano imperterriti a difenderlo a spada tratta. Salvini, nei primi sondaggi dopo l’inizio della vicenda, sembra aver addirittura aumentato il suo consenso. Sembra impossibile che l’Italia sia lo stesso Paese che lanciò le monetine addosso a Craxi quando venne toccato dall’inchiesta Mani Pulite. Questo grazie ormai alla bolla che Salvini ed il suo staff sono riusciti a creare. Di fatto, parte consistente della popolazione ora come ora crede solo e soltanto a lui e fa fede a quello che dice anche di fronte all’evidenza dei fatti. Purtroppo, la sensazione è che giustificherebbero qualsiasi tipo di reato per “il capitano”. Sui social, è già possibile vedere come la campagna di negazione e contrattacco è già in atto, con i continui commenti su presunte fake news, gli indagati del Partito Democratico e altro ancora.

D’altra parte, la reazione delle opposizioni è stata molto debole. Il coro comune del “noi non prendiamo soldi dagli altri” è davvero troppo debole e dà la sensazione che, se anche le accuse fossero confermate, queste non sarebbero gravi. Nessuno ha proposto manifestazioni di piazza o atti dimostrativi per chiedere le dimissioni del ministro, Ci si limita a lanciare frecciatine o addirittura a minimizzare, come accaduto da parte di esponenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia. In tutto questo caos, nella giornata di ieri è stato sequestrato un intero arsenale, comprendente un missile aria-aria, ad esponenti del partito di estrema destra Forza Nuova, che potrebbe aprire nuovi scenari nei rapporti tra estrema destra italiana e Russia, dato che questi ultimi avevano combattuto in Donbass tra le file dei ribelli filo-russi.

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