“Il grado di una civiltà si misura su quello che essa fa per i propri bambini”

“Ogni bambino ha il diritto di essere protetto, di imparare a sviluppare le proprie capacità, a prescindere da chi sia e da dove viva” – Bonhoeffer.

Credo sia opportuno riflettere sulle parole di Bonhoeffer, soprattutto in un’epoca come la nostra dove tutti i diritti sembrano essere dati per scontati e ancora una volta sono i minori a indicarci le conseguenze delle nostre atrocità.

 Lo scorso 20 novembre si è celebrata la giornata mondiale dei diritti dei minori,nella quale si ricordava la Convenzione Onu sui diritti dell’ infanzia e dell’ adolescenza( CRC) ,approvata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite,riconoscendo in tal modo ufficialmente tali diritti.

In occorrenza di tale data non si può non pensare alle contraddizioni e alla situazione attuale che si riscontra

 nell’ effettiva applicazione dei diritti dei minori.

La situazione maggiormente preoccupante è sicuramente quella che si sta verificando in Siria, dove secondo i dati Unicef e di Save the Children sta avvenendo un vero e proprio massacro di bambini,i quali sono costretti a vivere in condizioni alquanto precarie, sotto i colpi di mortaio e senza la possibilità di avere un’ istruzione e molto spesso orfani. Molti vivono tra le macerie, senza poter avere nella maggior parte dei casi un igiene adeguato e la possibilità di avere cibo o acqua. In particolare secondo Unicef nell’ ultimo bombardamento a Manbij sarebbero morti almeno 20 bambini, ma è un massacro che tende ad avere un’ escalation sempre maggiore.

Di fronte a questa escalation di minori che non hanno il diritto di essere bambini, di vivere la propria infanzia, riflettiamo sul fatto che “il grado di una civiltà si misura su quello che una società fa per i propri bambini”, qual è il nostro grado di civiltà se neghiamo il diritto al gioco, alla spensieratezza, a quelli che saranno gli adulti di domani? Come potranno “costruire”/migliorare il mondo,la società se passa loro il messaggio fin da piccoli,di nascondere le emozioni più belle e che l’unica realtà è quella dei colpi di mortaio e delle bombe e che lo stare insieme divertendosi in spensieratezza deve essere qualcosa da fare di nascosto???

Particolarmente significativo è il progetto “Terra dell’ infanzia” ,un vero e proprio parco giochi sotterraneo  ,realizzato da un team di volontari,guidato da Yaseen, studente di Architettura per i bambini siriani.

Attraverso tale progetto si è voluto cercare di offrire speranza e possibilità di essere bambini anche a coloro a cui tale diritto è stato negato per l’ egoismo e l’ inciviltà della guerra; ed è proprio in questo contesto di speranza e di salvezza per i diritti dei minori che sempre in Siria si è verificata una testimonianza molto significativa, che vede coinvolto ancora una volta un giovane ventiquatrenne, il cui scopo era quello di aiutare quei bambini a crescere nella speranza di un mondo migliore.

Questo giovane sognatore si chiamava Anas, ventiquattrenne; egli regalava sorrisi e speranze ai bambini di Aleppo con l’associazione umanitaria Space for hope attraverso la sua attività di clownerie. Donava gioia e spensieratezza,in un mondo dove tutto sembrava ridursi a violenza e morte. Esempio di eroe umano, che ci lascia un insegnamento importante : attraverso i piccoli gesti ,donando un sorriso e speranza si può costruire un mondo migliore.