Quando nasce una nuova iniziativa, è buona norma che i promotori si presentino. E’ una consuetudine rispettata in molti campi d’attività, specialmente in quello della comunicazione, e lo facciamo anche noi.

Siamo un gruppo di qualche decina di attivisti di varia età ed estrazione, uniti dall’impegno federalista che a Vicenza ha una tradizione risalente agli anni ‘60, quando la nostra idea cresceva in credibilità ed adesioni sulla spinta dello sviluppo di una miriade di piccole e medie imprese favorite dall’apertura dei mercati e dall’esportazione. L’economia vicentina e veneta, come gran parte di quella nazionale, completava la ricostruzione post bellica, perdeva l’impronta agricola e dava occupazione a migliaia di lavoratori in una varietà di settori produttivi.

L’attenzione della città si è affievolita negli anni successivi e la sezione è quasi scomparsa, parallelamente ad una flessione del progetto europeo. Con l’implosione dell’impero sovietico, è venuta meno la sua motivazione originaria lasciando spazio ad una visione burocratica dell’Unione, sempre meno comunità di popoli e sempre più reticolo soffocante di regole, divieti, controlli, diretta da uomini non all’altezza dei fondatori. E’ il terreno di coltura delle demagogie populiste e razziste, che guardano ad un impossibile passato del tutto incuranti del valore di quanto è stato finora faticosamente costruito.

Noi riteniamo che questa pericolosa deriva debba essere contrastata, convinti che le ragioni dell’Europa siano oggi più forti di ieri. MFE lo va ripetendo da tempo con tutti i mezzi di cui dispone. Dopo la fine dei due blocchi che ci hanno dominato per mezzo secolo, il mondo è diventato multipolare e la accelerazione della globalizzazione ha affrancato milioni di uomini da vergognose condizioni di indigenza e sudditanza, facendo emergere nuovi centri di potere di dimensione continentale che si sfidano ogni giorno in campo politico, economico, finanziario, tecnologico, militare. Persino la criminalità ed il terrorismo si sono globalizzati. A questo gioco, gli Stati europei possono prendere parte solo federandosi, sulla scia dei federalismi storicamente realizzati negli Usa, in Canada, Sud Africa, India Australia e, vicino a noi, in Svizzera. Questa prospettiva non è accettata da tutti ed anche coloro che la condividono non sempre si comportano di conseguenza. La politica, non solo i partiti, ma anche le categorie imprenditoriali e sindacali, la classe dirigente nel suo insieme, è poco disponibile a mettere in discussione le posizioni di potere conquistate in ambito nazionale e ad impegnarsi nella costruzione di uno spazio di democrazia di più ampia dimensione, in Italia e altrove. E’ investita da eventi dirompenti, incalzata dall’opinione pubblica e dai media, eppure esita e si limita a micro decisioni per prendere tempo e sovente per dividersi. Può essere capace di mobilitare le diplomazie statali, convocare Convenzioni ed elaborare Trattati, ma non a rinunciare al metodo intergovernativo a favore di quello comunitario; a porre fine cioè alle logoranti trattative fra rappresentanze di singoli governi e a riconoscersi in una stabile struttura istituzionale di livello superiore, tramite la quale condividere i poteri in settori strategici come l’economia, la politica estera, la difesa, la sicurezza.

Noi siamo convinti che per arrivare a questo risultato occorra il concorso dei cittadini. A loro l’Europa ha sempre parlato molto poco ed anzi inizialmente non li ha nemmeno presi in considerazione, se non come lavoratori per avviare l’integrazione economica. Al di là del tardivo riconoscimento formale di Maastricht e Lisbona, crediamo che i cittadini debbano essere informati dei problemi reali dei loro territori e formati ad un senso di appartenenza sovranazionale del tutto rispettoso delle loro culture, delle loro tradizioni e delle loro autonomie che il disegno federalista per molti settori non mette in discussione.

Un processo in tal senso non può che innescarsi dal basso. A questo intendiamo dedicarci, rivolgendoci alla comunità locale, alle istituzioni pubbliche, al mondo dell’impresa e del lavoro, a quello dell’associazionismo e della cooperazione. Non partiamo da zero. In questi ultimi anni, la sezione si è rinforzata e ha raccolto nuove adesioni, in particolare da parte di giovani che hanno costituito la loro Gfe. Siamo entrati nelle scuole, abbiamo organizzato Convegni e Seminari, proposto appelli, raccolto firme. Nello stesso tempo, abbiamo partecipato all’attività interna di Mfe con l’aiuto delle sezioni vicine e della struttura regionale veneta. Continueremo su questa strada, anche tramite questo blog che non vogliamo sia uno spazio dove qualcuno scrive e qualcun altro legge. Se fosse così, avrebbe vita breve. Al contrario, invitiamo tutti, a partire dagli iscritti e dai simpatizzanti, ad alimentarlo approfondendo documenti, studi, articoli, pubblicazioni varie, che nel nostro ambito d’interesse prolificano e suscitano discussioni accese. Lo stesso invito vale per le iniziative, che non mancheremo di assumere per contribuire a sensibilizzare il nostro territorio ai grandi temi della modernità.

Segretario: Fabio Pietribiasi (fabio.pietribiasi@alice.it)

Tesoriere: Antonio Nicoletti (antonionicoletti96@gmail.com)

 Vicenza, settembre 2015