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Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

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Le madri d’Europa e la sovranità

Si è concluso il ciclo “Cresciamo con l’Europa”, con l’ultimo incontro di venerdì 29 marzo dedicato alle madri d’Europa e alla nozione di sovranità. Lo ha moderato Fabio Pietribiasi, segretario della nostra sezione, che raggruppa una quarantina di iscritti giovani e meno giovani. E’ stata fondata negli anni 70/80, quando parlare d’Europa era facile e la nostra economia cresceva a ritmi sostenuti, grazie al mercato unico. Oggi è diventato più difficile e sul progetto di integrazione è calata un’atmosfera cupa per ragioni in parte meritate, ma per altra parte alimentate da pregiudizi e informazioni scorrette.

Le madri d’Europa

Ha preso per prima la parola Carla Poncina, già insegnante di Storia e Filosofia al Liceo Pigafetta e protagonista attiva della vita culturale vicentina. Ha sviluppato il tema che le era stato assegnato con numerosi riferimenti a figure femminili del mondo classico: Medea costretta ad uccidere i propri figli, Aspasia compagna ed amante di Pericle, Teodora moglie di Giustiniano che coadiuvò nella gestione del potere. Tutte queste figure sono accomunate da una narrazione negativa, che è caratteristica dei periodi storici dominati più dall’idea della forza che da quella della giustizia.

Venendo a tempi a noi più vicini, non c’è dubbio che il ‘900 sia stato il secolo delle donne. I primi anni sono stati contrassegnati dal movimento delle suffragette, che rivendicava il diritto di voto femminile. Ma si potrebbero fare anche molti esempi individuali. Virginia Woolf è stata un gigante in ambito letterario e nello stesso tempo una attivista impegnata per la parità di genere, animatrice tra l’altro del celebre Bloomsbury Group nel quale si riconoscevano i maggiori intellettuali del suo tempo. Poco più giovane di lei è stata Simone Veil, che durante la guerra ha conosciuto la tragedia della deportazione ed è stata in seguito Ministro di diversi governi francesi e primo presidente del Parlamento europeo, schierandosi sempre per la difesa dei diritti e l’affermazione di principi di libertà e democrazia. Hannah Arendt è stata una eminente storica, filosofa e politologa, che ha dominato la vita culturale del secondo dopoguerra. Jeanne Hersch è stata una filosofa kantiana sostenitrice dei diritti umani, di cui ha denunciato con forza le violazioni a dispetto del loro universale riconoscimento.

In ambito federalista non si può trascurare il nome di Ursula Hirschmann, moglie di Eugenio Colorni e, alla morte di questi, di Altiero Spinelli, dal quale ha avuto la figlia Barbara affermata giornalista e membro del Parlamento europeo dalle elezioni del 2014. Assieme ad Ada Rossi, moglie di Ernesto, ha avuto un ruolo fondamentale nella divulgazione del Manifesto di Ventotene del 1941 e nella fondazione del Movimento federalista europeo un paio di anni dopo.

La Sovranità

Come hanno fatto alcuni Stati europei a dominare il mondo per secoli? Come ha fatto un piccolo Paese insulare come l’Inghilterra a soggiogare un sub continente come l’India? Ci sono riusciti perché disponevano di un potente apparato amministrativo, incassavano imposte, battevano moneta, avevano un esercito. Erano delle macchine regolate da una burocrazia ben organizzata e dirette da un potere centrale. Questi esempi aiutano a capire il tema della sovranità, il secondo in programma e riassuntivo di molti altri, affidato a Giorgio Anselmi, Presidente del Movimento federalista europeo e lungamente docente di storia e filosofia al Liceo Messedaglia di Verona.

L’esigenza di uno Stato nasce dalle pulsioni della natura umana, come ha spiegato Thomas Hobbes. Discostandosi da Aristotele e dalla sua concezione dell’uomo come animale sociale, Hobbes sosteneva che nello stato di natura l’uomo tende ad acquisire tutto ciò che serve al suo benessere. Poiché la stessa cosa fanno anche gli altri, ne consegue una guerra di tutti contro tutti ed ogni uomo è lupo dell’altro. Ma poiché le leggi di natura mirano alla conservazione della specie, gli uomini sono spinti a raggiungere un accordo riconoscendosi in una autorità superiore, lo Stato assoluto, o Leviatano, al quale sono conferiti tutti i poteri per una civile convivenza. Siamo verso la metà del ‘600, quando in un’Europa sconvolta dalle guerre di religione maturano le condizioni per la pace di Vestfalia e la nascita dello Stato moderno. Rex in regno suo est imperator, nessuno è sopra di lui nel suo territorio, se non Dio. All’interno di ciascuno Stato, le leggi garantiscono l’ordine e la tutela dei diritti individuali.

Ma cosa succede se gli Stati entrano tra loro in conflitto? In questo caso, la legge non dà alcuna garanzia ed il più forte cerca di prevaricare il più debole. Nascono così le guerre. Nella prima metà del ‘900, l’Europa ha conosciuto le due più devastanti di tutta la storia dell’umanità ed ha chiesto un pesante tributo di sangue anche alle popolazioni civili. A questi orrori hanno reagito movimenti pacifisti come il nostro, che cercano di risolvere i conflitti per via istituzionale evitando il ricorso alle armi. Il federalismo è questa via, che può assumere diverse forme prevedendo in ogni caso la cessione di quote di sovranità ad una istituzione sovranazionale. Spinelli e Rossi lo hanno teorizzato col Manifesto di Ventotene e il piano Marshall lo ha reso praticabile sul piano geo politico, essendo emersa la necessità di contenere il blocco sovietico con un mercato integrato ai suoi confini occidentali. E’ un processo lento, perché gli Stati sono strumento e nello stesso tempo ostacolo al suo compimento, ma è andato avanti fino all’unione monetaria. Oggi è contrastato da un ritorno di spirito nazionalistico e populistico, ma non ha alternative. Gli Stati nazionali hanno già perso sovranità in settori esposti alla competizione internazionale, come la politica estera, la difesa, l’economia, i movimenti migratori. Hanno anche perso legittimità nei confronti dei loro cittadini e possono riconquistarla solo stringendo un patto federale sulla falsariga di quelli realizzati storicamente negli Usa, in Sud Africa, Australia, Canada, Svizzera.

L’incontro è proseguito con diverse domande su temi d’attualità come la Brexit, che hanno animato un interessante dibattito. Si è concluso con i ringraziamenti agli organizzatori che hanno dato vita ad una iniziativa senza precedenti per durata ed ampiezza di contenuti, al Comune che l’ha ospitata, ai relatori che hanno dato la loro appassionata disponibilità.

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