Insediatosi il nuovo governo gialloverde viene sfoderata sin da subito le loro qualità migliori: l’ipocrisia e l’incoerenza. Ebbene sì, perché Salvini e compagni (dato che ogni due per tre le comunicazioni per il Governo le fa lui, di certo non Conte) riescono a sparare un’idiozia dietro l’altra, seguita dagli scroscianti applausi dei sostenitori-tifosi. Ogni giorno un proclama giunge dal Viminale e gli altri membri dell’esecutivo solerti si accodano. “Fa bene Trump a mettere i dazi contro la Germania!” tuona Salvini da Roma. Come se noi alluminio e acciaio non li esportassimo negli States. “Cambieremo le regole dell’Ue con Orban!” Esclama ancora il neoministro degli interni. Come se non fosse proprio lui a non volerle cambiare. Il popolo però esulta che sì, finalmente si cambia! Finalmente si fanno gli interessi dell’Italia! Ma quali sono questi interessi? Irritare la Germania (nostro maggiore partner commerciale) è davvero così producente? Il fatto è che il populismo si comporta in maniera opposta a quello che dovrebbe fare un partito: non cerca di risolvere i problemi delle persone nel modo migliore, ma cerca di fare le cose che le persone vogliono. Questo spesso significa occuparsi di cose poco rilevanti oppure ancora adottare politiche inutili o perfino dannose. L’esempio precedente calza a pennello: dato che Trump è populista e quindi “buono”, Salvini esulta a politiche protezioniste (considerate positive dal suo elettorato) anche se queste danneggeranno l’Italia. Certe volte vengono proposte politiche incostituzionali, irrealizzabili o ancora non di competenza nazionale solo perché suonano semplici e risolutive al suo elettorato. Esempio di questi giorni: togliere le sanzioni alla Russia. A parte il fatto che il danno che l’Italia riceve è dato dalle controsanzioni russe, non da quelle agli oligarchi. Tralasciando questo, Salvini lo sbandiera da mesi se non anni (in fondo, deve pur ricambiare i soldi che gli arrivano regolarmente da Mosca) senza che l’Italia possa effettivamente farci qualcosa, dato che sono decise collegialmente. Alla prova del Governo potranno però andare avanti così? È ancora presto per capirlo, ma purtroppo in questi giorni la risposta sembra di sì. Per un motivo semplice: l’elettorato è così lobotomizzato dalla propaganda leghista e grillina che non riesce a fare un’analisi critica dei fatti. La politica è diventata come uno sport, in cui ci sono due schieramenti che si insultano e si attaccano senza mai cognizione di merito. Un vuoto artificio dialettico che danneggia solo il cittadino che vorrebbe davvero cambiare le cose. Quello che vorrebbe una giustizia efficace, un’amministrazione rapida, una burocrazia non paralizzante e che, invece, si ritrova un Governo che prima urla contro 600 migranti al largo di Malta e, a crisi ancora in corso, ne prende mille dalla stessa rotta. Purtroppo alla fine in Italia si sa, è sempre campagna elettorale. Anche e soprattutto quella sulla pelle degli altri.