Questa domenica in un’intervista rilasciata all’edizione domenicale della FAZ, Angela Merkel ha spiegato la sua road map per prima riforma delle istituzioni europee. Il contro-manifesto dell’Unione Europea tratteggiato nel discorso del suo omologo Emmanuel Macron alla Sorbona di Parigi lo scorso settembre. Contro perché più pacato, più moderato, in puro stile Merkel pragmatico e senza fughe in avanti che possano destabilizzare la delicata rete di alleanze che la cancelliera ha saputo intessere in questi anni. Nell’intervista non sono mancate le dichiarazioni per un rafforzamento dell’Unione Europea in politica estera, difesa, sicurezza ed immigrazione. Allo stesso modo nel progetto della Cancelliera non sono mancati i cenni ad un ruolo per l’UE nello sviluppo tecnologico e scientifico. Tuttavia il cuore pulsante dei progetti di riforma del governo tedesco vertono sulla dotazione per l’eurozona di strumenti in grado di affrontare le prossime crisi sistemiche in caso di shock finanziari o di un riemergere della crisi dei debiti sovrani. Pertanto sembra che da Berlino vi sia finalmente un’apertura all’aumento del bilancio comunitario. La Germania infatti sembra dirsi disponibile ad una politica più dinamica in fatto di difesa, sicurezza ed immigrazione, temi a cui i recenti focolai di crisi internazionale e non hanno dato molto più risalto che in passato. Angela Merkel si è soffermata sulla possibilità di un potenziamento del fondo salva-stati senza che questo venga aumentato ma tramite un potenziamento dei suoi strumenti e delle sue capacità di monitoraggio sui conti pubblici. Infine sembra che anche senza troppi accenni sia arrivata da Berlino anche la disponibilità al completamento dell’Unione Bancaria. Merkel quindi sembra aver deciso di intraprendere la strada delle riforme in ambito europeo, la necessità di un tale passo infatti non è mai stata tanto urgente quanto ora. Con gli Stati Uniti di Donald Trump pronti a condurre una politica commerciale sempre più aggressiva, la Cina ormai divenuta un competitor di primordine e una Russia in perenne stato di contrapposizione l’Unione Europea agli occhi della Cancelliera deve sapersi muovere in modo tale da non essere oggetto di una crisi internazionale sia essa politica od economica e per farlo deve per forza farsi soggetto. Il primo passo dunque per rendere l’eurozona e l’Unione un’ancora di stabilità sembra essere prossimo.