Da ora in poi ogni voto è un referendum sull’Europa

 di Francesco Cancellato, da Linkiesta del 9 maggio 2017

L’Europa è nata fredda e burocratica, perché in fondo non interessasse a nessuno e non scaldasse i cuori. Ma qualcuno ha cominciato a scaldarli, a partire dal caso della Grecia e dalla scelta che hanno dovuto fare i suoi cittadini col referendum di qualche anno fa. Adesso sono arrivati Brexit, Trump, Wilders, Hofer, perfino Grillo e Salvini, senza i quali non avremmo avuto un Macron in Francia. Le presidenziali francesi sono il segno di un mutamento antropologico della politica europea e così sarà ad ogni prossima elezione. Tutti i temi saranno sovrastati da una sola domanda: dentro o fuori l’Europa? La Francia ha lasciato un segno forte: dentro.

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/05/08/da-ora-in-poi-ogni-voto-e-un-referendum-sulleuropa/34091/


Quello che l’agenda del G7 non dice

 di Barbara d’Amico, da La Stampa del 10 maggio 2017

Si tiene a Bari dall’11 al 13 maggio il G7 finanziario, con Ministri e Banchieri delle maggiori potenze mondiali. Nel programma mancano riferimenti ai mezzi per ridurre le disuguaglianze non solo economiche e c’è poca attenzione alle politiche di cooperazione internazionale. Si parla di immigrazione, ma il tema è ridotto agli aspetti della sicurezza interna ai singoli Paesi e manca una visione di lungo periodo.

http://www.lastampa.it/2017/05/10/italia/cronache/quello-che-lagenda-del-g-non-dice-UinM4iiX52rADKQJ1rQxHP/pagina.html


Can Macron pull it off?

di Dani Rodrik, dal Project Syndicate del 9 maggio 2017

Le idee economiche di Macron non sono facili da decifrare. Per molti è un liberista, che si è impegnato a ridurre le tasse sulle società commerciali, a tagliare posti di lavoro nel settore pubblico e a facilitare i licenziamenti in quello privato. Nello stesso tempo intende porre fine alle politiche di austerità, per rilanciare lo sviluppo e creare nuova occupazione. In questo dovrà vedersela con la Germania, che difficilmente cambierà linea politica indipendentemente da chi vincerà le prossime elezioni. In definitiva, il problema della Francia e dell’Europa è l’elettorato tedesco.

https://www.project-syndicate.org/commentary/macron-germany-eurozone-fiscal-union-by-dani-rodrik-2017-05