Non basta essere europeisti. Ora diteci che Europa volete

 di Francesco Grillo, da Linkiesta del 14 febbraio 2017

L’integrazione politica per andare avanti deve essere riempita di contenuti. Per cominciare, è bene riconoscere che l’euro è stato frutto di una scelta politica, nonostante le sue caratteristiche di strumento tecnico. Le formule istituzionali possono aiutare, ma non più di tanto. Potremo avere un’Europa a geometria variabile o a più velocità, ma l’importante è accordarsi sulle scelte in materia di investimenti, formazione, lavoro, incoraggiando un senso di appartenenza sovranazionale

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/02/14/non-basta-essere-europeisti-ora-diteci-che-europa-volete/33246/


I limiti del fronte populista

 di Sergio Romano, dal Corriere della Sera del 14 febbraio 2017

Il populismo non deve essere sopravvalutato. Non esiste una Internazionale populista contro l’Unione Europea, che per quanto indebolita rimane una istituzione con propri statuti ed un proprio apparato. Il populismo è invece un fenomeno nazionale, per sua natura frammentato e incapace di disfare ciò che è stato costruito nei 60 anni dai Trattati di Roma

http://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2017/02/14/1/i-limiti-del-fronte-populista_U43280904383696RxG.shtml


L’America mai così divisa tra conflitti politici e sociali, all’Ue più responsabilità

 di Andrea Bonanni e Alberto D’Argenio, da La Repubblica del 15 febbraio 2017 (Intervista a Federica Mogherini)

Gli Usa della nuova amministrazione non amano molto l’Unione Europea, ma non saranno mai una minaccia per noi. D’ora in poi il nostro rapporto sarà meno automatico e verificheremo caso per caso quali siano i nostri interessi e se coincidano con quelli americani. Tutti parlano di divisioni europee, ma oggi ce ne sono di più negli Usa

http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/15/news/federica_mogherini_l_america_mai_cosi_divisa_tra_conflitti_politici_e_sociali_all_ue_piu_responsabilita_nella_leadership_-158345034/