Tra venerdì 23 e domenica 25 ottobre, delegazioni della Gioventù Federalista Europea provenienti da ben trenta paesi si sono recate presso l’università di Zurigo per prendere parte al 23° congresso paneuropeo della JEF. Durante il confronto sono stati discussi gli obiettivi e le priorità politiche da perseguire nei prossimi due anni. Le delegazioni nazionali hanno inoltre dovuto decidere e votare il nuovo Executive Board del nostro movimento. L’inizio dei lavori congressuali è stato preceduto dai discorsi di fine mandato dei membri dell’E.B. dimissionario e con particolare calore è stato inoltre accolto il discorso dell’ex presidente JEF Pauline Gessant, in carica da ben quattro anni. Nel suo discorso d’addio Gessant ha ricordato con emozione i momenti salienti del suo mandato e l’intero congresso l’ha omaggiata con un’ovazione di ringraziamento per il lavoro svolto.

Il secondo giorno, l’ex vice-presidente Christopher Gluck (JEF Germania) ha visto approvata a maggioranza la sua candidatura alla presidenza della JEF. Nel suo discorso di presentazione il neo presidente ha descritto l’atteggiamento inclusivo e coraggioso con cui ha intenzione di guidare il movimento nei prossimi due anni. Gluck inoltre ha indicato alcune priorità insite nella propria agenda, come rafforzare la presenza della JEF nell’est Europa e inoltre quello di sostenere lo sforzo delle sezioni più piccole, cercando di sostenerne la crescita. Anche per questo il prossimo Federal Committee avrà luogo in Polonia, dove si è da poco affermata una piccola ma determinata sezione federalista. Conosciamo tutti l’importanza strategica della Polonia, visto il risultato delle recenti elezioni.

A seguire, alla vice presidenza è stata eletta Ophélie Omnes (JEF Francia) e nel suo discorso ha menzionato gli sforzi che ogni anima che si considera paneuropea (ed anche federalista), sarà chiamata a compiere nel proseguo della battaglia politica. Sulla necessità di una maggiore visibilità e di una più incisiva comunicazione tra i livelli dell’organizzazione, si è espressa la collega Leonie Martin (JEF Olanda).

Conclusa questa fase, si è poi passati all’elezione del nuovo EB da cui sono emersi i nomi di Jacopo Barbati (JEF Italia), Miriam Postiglione (JEF Italia), Elisa Tarkiainen (JEF Finlandia), Kevin Kristiansen (JEF Danimarca) e Simon Devos (JEF Belgio) come tesoriere.

Il termine dei lavori congressuali ha visto la modifica e la discussione della “political platform”, il documento politico della JEF. Si è ribadito l’imperativo di un’istruzione eguale in tutta Europa, senza distinzioni legate alla sfera socio economica, e di una politica commerciale europea basata su elevati standard ambientali e precise norme sociali. Infine, il congresso ha espresso l’impellente bisogno di una nuova legge elettorale europea. Non a caso, lo slogan dell’incontro è stato “Democracy Upgraded”: per vedere più Europa c’è bisogno di più democrazia. Poco ma sicuro.