Il Ministro degli Interni Matteo Salvini ha affermato qualche giorno fa, in un’intervista al Washington Post, che l’annessione russa della Crimea è legittima. A sostegno della sua affermazione ha aggiunto che la maggioranza della popolazione locale è di lingua e cultura russa e che vi è avvenuto un referendum circa lo status della regione. In questo modo, il ministro prende una posizione contraria a tutti i partner europei oltre che alla quasi totalità degli Stati. La Russia, infatti, nell’ occupare ed annettere la penisola, ha violato sistematicamente il diritto internazionale. Innanzitutto, vi è il divieto, tranne alcuni casi espressamente selezionati, dell’uso della forza per dirimere le controversie tra Stati. Questo principio è il cardine del diritto internazionale post guerre mondiali ed è abbastanza logico il motivo: si evita che venga legittimata la legge del più forte. Se l’aggressione militare fosse giustificabile, lo stesso diritto diverrebbe superfluo, in quanto lo Stato con esercito e capacità industriale maggiore potrebbe “bullizzare” impunemente quelli più deboli. Ciò non significa che questo non accada in ogni caso, ma tale atteggiamento è considerato come illegale e peggiora le relazioni internazionali ed il prestigio degli Stati che lo adoperano. Giustificare il comportamento russo rischia di creare un precedente pericoloso. C’è da aggiungersi che Mosca aveva firmato un trattato con l’Ucraina nel 1994 in cui si impegnava a rispettarne l’integrità territoriale, cosa che evidentemente non ha fatto. In ogni caso, ammesso che l’intervento sia legittimo, l’annessione della Crimea è anche una violazione del diritto dei conflitti armati. Infatti, questi non permette ad una potenza occupante di appropriarsi del territorio senza firmare un trattato di pace. L’Ucraina non riconosce l’annessione russa e quindi questa è illegittima. Infine, sul tema referendum, qualsiasi consultazione, per essere riconosciuta come valida, deve essere effettuata con il consenso dell’autorità locale, senza la presenza di truppe straniere, a scrutinio segreto e con la presenza di osservatori neutrali. Nessuno di questi criteri si è verificato in Crimea. In conclusione, l’annessione è illegittima. Salvini dovrebbe ricordarsi che anche l’Italia ha una regione a maggioranza straniera (l’Alto Adige). Le sue affermazioni, di fatto, legittimano pretese austriache sul nostro territorio. Sarebbe ora che il Ministro degli Interni iniziasse a fare il suo lavoro, invece di creare danni in continuazione con affermazioni fuori luogo ed al di fuori delle sue competenze.