Ogni Stato ha bisogno di una costituzione; sia essa scritta o orale, complessa o semplice, la vita dei cittadini non può essere regolata se mancano le fondamenta del Diritto. Se vogliamo creare una federazione di stati, è necessario pensare anche alla costituzione che la sosterrà. In questo articolo voglio proporre alcuni degli elementi che sarebbero necessari se venisse scritta una costituzione europea.

La prima e più importante caratteristica dovrebbe essere la sovranità popolare. Una delle più grandi conquiste dell’Unione Europea è stata l’elezione del Parlamento a suffragio universale, ed è quindi importante che tale strumento democratico venga tutelato. La possibilità di togliere la fiducia alla Commissione, garantita dal Trattato di Maastricht, è già un bel passo in tal senso.

Un secondo punto da toccare sarebbe il bilanciamento dei poteri, un concetto che deriva dal pensiero di Montesquieu ed è quindi peculiare della gestione della cosa pubblica europea. In sostanza, bisognerebbe lasciare alla Corte Suprema il potere giudiziario, alla Commissione quelli esecutivo e regolatorio, al Parlamento e al Consiglio la co-decisione per il potere legislativo. Ciò implicherebbe un ridimensionamento dell’importanza del Consiglio a favore del Parlamento, che ora è decisamente depotenziato.

Un terzo punto, fondamentale per diffondere un sentire europeo, è una definizione precisa della cittadinanza. Cosa significa essere cittadini europei? Quali sono i miei diritti e i miei doveri? Queste domande trovano solo una parziale risposta nel Trattato di Maastricht, che va quindi implementato. Inoltre, devono esistere le istituzioni europee per far valere questi diritti e doveri.

Anche il principio di sussidiarietà dev’essere sancito nella nostra Costituzione. Al contrario degli Stati Uniti – che adottano un federalismo sempre più centralizzato – l’Unione Europea deve occuparsi di svolgere solo le mansioni di propria competenza, senza pestare i piedi a stati e regioni. In questo modo non solo si garantisce efficienza, ma si sfruttano appieno tutte le differenze che sono le ricchezze dell’Europa. Ricordiamoci, infatti, che il motto del federalismo è In diversitate concordia. Il principio di sussidiarietà è già sancito nel Trattato di Maastricht, ma mancano gli strumenti per applicarlo.

La costituzione dovrebbe anche sancire il principio del mercato unico e della concorrenza fra stati membri. La moneta unica seguirebbe come naturale conseguenza, ma andrebbe comunque tutelata a chiare lettere in un articolo, in modo che non possa essere messa in discussione facilmente dal populista di turno. Nonostante la concorrenza interna sia necessaria per garantire la salute dell’economia continentale, questo principio non esclude l’applicazione di tariffe doganali per proteggere il mercato europeo dai competitors internazionali. Per usare un esempio concreto, l’Europa non può permettersi di fare concorrenza all’acciaio cinese, ed applica già pesanti misure anti-dumping.

Infine, un ultimo punto che a mio parere meriterebbe di essere incluso nella Costituzione è il principio della solidarietà. Se è vero che la concorrenza va tutelata, non possiamo permetterci che si ripeta ciò che è successo durante la crisi del 2008 in Europa: il divario che si apre fra i paesi membri danneggia gravemente l’intero ecosistema. Sarà dunque necessario creare un fondo perequativo, a cui contribuirebbero tutti gli stati in maniera proporzionale al loro PIL. Questo fondo sarebbe disponibile ai paesi in difficoltà, funzionando come una sorta di prestatore di ultima istanza a cui non vanno ripagati gli interessi. Questo strumento dovrebbe anche servire principalmente ad anticipare la creazione di divari, più che a risolverli.

I sei punti che ho citato finora sono citati nei trattati dell’Unione Europea – alcuni più esplicitamente, altri solo come deboli e generiche indicazioni. Purtroppo, però, è sotto gli occhi di tutti che i trattati sono uno strumento assai poco efficace per far rispettare le leggi agli stati membri, perché questi possono derogare i patti precedentemente presi in qualsiasi momento. Se vogliamo poter parlare in modo serio di federazione, dobbiamo contestualmente lavorare ad una Costituzione Europea, che darebbe legittimità al governo. Non possiamo illuderci che uno stato possa poggiarsi su dei trattati.

Chiudo con una piccola parentesi: finora si è visto un timido tentativo di creare un corpus giuridico europeo, con il Draft Common Frame of Reference (DCFR). Questa raccolta di leggi dovrebbe servire ad uniformare i vari diritti europei, che si sono consolidati nel corso degli scorsi due secoli e sono quindi molto diversi fra loro. Ciò dimostra che esiste una volontà nel creare una fonte di diritto europea, ma fino ad ora il DCFR ha avuto una scarsa efficacia perché gli stati non sono obbligati a seguirne le direttive. La Costituzione, in confronto, potrebbe sembrare uno sforzo titanico, ma darebbe legittimazione ad una serie di strumenti che porterebbero sicuramente ad una maggior consapevolezza europea. Avanti, quindi: la strada del Diritto è tutta da percorrere.