Sono le sette del mattino, quando prendo il mio treno lungo i binari della mia Vicenza, diretto a Trento, per il congresso della gioventù Federalista europea. Un cambio, due ore di viaggio in un regionale veloce dove trovo anche il tempo di leggere qualche pagina di Paolo Rumitz, anche lui desideroso di un’Europa diversa finché ne visita i cimiteri, affollati di una gioventù restata tale a causa di due conflitti mondiali nel bel mezzo del vecchio continente. Io invece vado a fiondarmi tra una gioventù ancora idealista e piena di propositi, accesa da una passione politica e da un entusiasmo raro. La Gioventù di un’Europa che si sogna Federazione. Eccomi dunque a Trento, propaggine meridionale dell’Impero del barbuto Franz Joseph d’Asburgo, dove scopro di essere stato preceduto da molti ragazzi arrivati il giorno prima del mio arrivo. Delegazioni da tutta Italia sono presenti, da Bologna fino a Vibo Valentia in tanti sono accorsi per prendere parte a questo evento in cui ogni due anni si rinnova la dirigenza della gfe e se ne eleggono gli organi principali. Più di un centinaio tra delegati e osservatori prendono parte al congresso, un’affluenza consistente, chiaro segno di una vitalità non comune che afferisce questa organizzazione politica la quale negli ultimi anni ha avuto un rilancio, soprattutto nelle regioni più meridionali. Ma torniamo a noi, vi dicevo, il congresso ha inizio nel pomeriggio di venerdì 26 maggio. Per inaugurare l’evento arrivano i saluti della politica nazionale ed europea, incominciando con quelli del ministro degli esteri Angelino Alfano arrivati in formato video per giungere a quelli dei parlamentari europei, provenienti da tutto l’emiciclo parlamentare da Laura Comi del PPE, Elly Schlein PSE e Daniele Viotti PSE. Oltre a questi anche la politica locale e regionale si fa viva, partecipano infatti ai saluti anche il presidente della regione Arno Kompatscher e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, si susseguono infine molti altri interventi provenienti da tutta la società civile. La prima giornata ha dunque termine con l’intervento conclusivo di Marco Piantini, consigliere del Presidente del Consiglio per gli affari europei.
Il giorno successivo invece una delegazione della Jef e il Presidente del MFE Giorgio Anselmi hanno salutato l’inizio dei lavori congressuali. Questi hanno avuto inizio con le relazioni della segreteria uscente tra cui il presidente Simone Fissolo, il Segretario Giulio Saputo e del tesoriere Antonio Argenziano con successiva presentazione del bilancio. Il Dibattito sulla linea politica e sulla linea della gfe hanno occupato tutto il pomeriggio fin tanto che ormai a sera si è giunti all’elezione del comitato federale, composto di 57 membri ed al termine di tempo utile per la presentazione degli emendamenti. Così ha avuto poi termine il secondo giorno di congresso. La domenica mattina ha quindi visto la proclamzione dei membri del comitato federale. Successivamente è stato il momento della presentazione dei documenti politici assieme alle candidature per la segreteria. Arrivati alle votazioni, in seguito all’approvazione del documento politico si è infine giunti all’elezioni delle cariche delle segreteria. Al ruolo di segretario è stato eletto Antonio Argenziano della gfe Lazio ed ormai tesoriere uscente, alla presidenze invece è stato eletto il novarese Elias Carlo Salvato ed infine alla tesoreria si è confermato il toscano Matteo Gori. Sciolti a questo punto i lavori congressuali si è pensato di rilanciare l’impegno federalista in quel di Vibo Valentia, per il prossimo 16/17 Luglio, alla prima riunione del neo-eletto comitato federale, perché si sa, l’impegno e l’attività politica quando fatta con passione non conosce limiti. Un grazie a tutti quelli che si sono impegnati per rendere bello questo evento!
A Vibo.