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Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

Economia, Politica estera

Cina e staterelli europei: ennesima triste delusione

Del baccano che è stato creato in occasione della visita del Presidente della Repubblica Popolare (in che senso, oramai?) Cinese è rimasto ben poco, anzi: potremmo ben dire, senza troppe remore, che si sia ampiamente dissolto.

Ciò che non si é dissolta, però, è l’amarezza rimasta nella bocca degli europeisti. Questa minoranza, a cui tenacemente e senza tentennamenti dichiariamo di appartenere, è rimasta ancora una volta afflitta dall’ennesima commedia messa in scena dai presidenti dei maggiori stati europei. E ciò, per non far mancare nulla al teatro Italia, a cominciare dall’incontro avvenuto tra il Vice Presidente Di Maio e lo stesso presidente cinese.

Il risultato più acclamato, e senza dubbio anche il più ipocrita, risulta essere quello della piena operatività del progetto relativo all’esportazione di arance siciliane in Cina. Tale progetto, le cui basi organizzative erano state gettate già 2 anni fa con la guida del precedente sottosegretario alle politiche agricole, Martina, risulta essere contro tutto ciò che rappresenta il movimento, a cominciare dalle scelte ecologiche per un’economia più sostenibile e a misura d’uomo.

L’ipocrisia, però, si rivela soprattutto per un altro motivo. La gioia nel dichiarare che i prodotti agricoli italiani vengano trasportati così lontano, con evidenti costi ambientali, risulta in forte contraddizione con un altro modo di pensare, peraltro difeso dagli stessi grillini, per cui lo stesso mercato ortofrutticolo italiano dovrebbe fortemente limitare l’importazione di prodotti agricoli da altri paesi, come ad esempio Spagna o Tunisia (paesi che si trovano a distanze molto più ravvicinate rispetto alla repubblica comunista). Chissà dove saranno finite le politiche del KM 0, autoconsumo, etc…

Dopo essersi fermato nello staterello Italia, però, il Presidente Xi ha continuato la sua corsa, fermandosi nello staterello Francia. Almeno lì ad aspettarlo, il Presidente Xi ha trovato anche Frau Merkel e Juncker che, con Macron, hanno più volte sottolineato l’importanza di rispettare l’unità dell’Unione Europea.

Questa bella dichiarazione è, però, passata in secondo piano quando alla stessa hanno seguito i numerosi accordi commerciali stipulati dal Presidente francese con Xi Jinping. Ciò ha dimostrato, purtroppo, che non vi sarà mai un’Unione forte finchè i singoli governanti europei non accetteranno di essere rappresentati dalle figure politiche di Bruxelles.

Va detto, però, che parte del problema risultano essere quest’ultime. Considerando, ad esempio, Tajani e lo stesso Juncker, si nota un’incoerenza ed un’incompetenza tanto evidente da non lasciar spazio alle seppur deboli speranze di una rinascita politica europea. La spregiudicata ambiguità del primo, le cui ambizioni politiche si sono nell’ultimo anno spostate sul suo partito d’origine, Forza Italia, rappresenta l’ennesimo esempio del mercante politico italiano interessato soltanto a sfruttare le posizioni europee di potere per ottenere un vantaggio personale.

Deve essere chiaro che i risultati raggiunti da Di Maio e Macron sono enormemente minori di quanto si sarebbe potuto ottenere con un leader politico unico degli stati europei.

Volgiamo gli occhi alle elezioni del prossimo maggio nella speranza che, almeno per una volta, si scelga la competenza e la capacità della persona rispetto alla rapidità delle dita su Twitter.

“Per un’Europa libera ed unita!”

Federico Cazzaro

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