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Politica interna

Commissione Von der Leyen: a che punto siamo?

Lo scorso 9 luglio il Parlamento Europeo eleggeva l’ex ministro della difesa tedesco, Ursula Von Der Leyen, quale presidente della Commissione Europea. Questo voto, approvato da una maggioranza molto risicata, di cui fondamentale, ed inaspettato, è risultato l’apporto dei i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, seguiva una lunghissima trattativa avvenuta in seno al Consiglio Europeo per trovare una figura che potesse ottenere il favore di forze politiche molto differenti. 

Figura politica molto controversa, le cui ombre relative agli scandali per una gestione non proprio limpida del ministero della difesa tedesco hanno reso difficoltoso il cammino europeo di questo esponente della CDU tedesca, ha fin da subito dimostrato un certo pragmatismo, riuscendo a superare le pericolose correnti politiche europee, nonostante la presenza di scogli decisamente pericolosi. 

Questa corsa ad ostacoli, però, sembra non essere finita. Le verifiche compiute da parte della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo hanno avuto esito negativo per due elementi delle squadra di Von Der Leyen. Si tratta delle figure indicate da Romania ed Ungheria che, per traffici economici sospetti, hanno dimostrato di non essere compatibili con la normativa europea sul conflitto d’interessi. 

Non avendo superato il controllo della Commissione Giuridica, sarà ora necessario verificare quali scelte porrà in essere la Von Der Leyen. Se da un lato, infatti, sono i singoli paesi a “suggerire” il proprio candidato commissario, dall’altro è anche vero che queste bocciature potrebbero comportare un inedito spazio di manovra per la neopresidente della Commissione. Se questa, infatti, riuscirà ad individuare candidati meno ostili all’Unione Europea per questi due paesi, notoriamente euroscettici, la stessa Commissione potrà risultare rafforzata dal problematico passaggio istituzionale. Una Commissione Europea “forte”, infatti, sará una condizione fondamentale per riuscire a superare le grandi difficoltà politiche che quasi tutti i paesi membri stanno vivendo in questo complesso periodo di transizione e per preparare la svolta politica necessaria per costruire una struttura istituzionale europea.

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