eurovicenza

Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

Politica interna

Doppia emergenza sanitaria per l’UE

Nel pomeriggio del 30 marzo, il parlamento ungherese, con il pretesto all’emergenza coronavirus, ha affidato al primo ministro Viktor Orbán pieni poteri, sospendendo il parlamento e permettendogli di fatto di approvare leggi al suo posto.

L’approvazione della legge che di fatto sospende a tempo indeterminato la democrazia e la libertà in Ungheria è solo l’apice di un graduale processo che sta trasformando l’Ungheria in un paese a guida autoritaria sempre più distante dai valori e dalle politiche dell’Unione Europea della quale l’Ungheria fa parte dal lontano 2004.

La legge passata in parlamento con 137 voti a favore, 53 contrari e 9 astenuti sarà revocabile solamente con il favore dei due terzi del parlamento (attualmente il partito di Orbán, il Fidesz, con il suo alleato di governo, il Partito Popolare Cristiano Democratico detiene più dei due terzi dei seggi in parlamento) e la firma del presidente, rendendo quindi improbabile una sua revoca in breve tempo.

Viktor Orbán grazie a questa legge ha ora diritti di governo e poteri eccezionali rinnovabili senza limite, potrà chiudere il parlamento senza restrizione di tempo, contravvenire a leggi attualmente in vigore nonché modificarle ed emanarne di nuove senza alcuna limitazione. Impone inoltre ingenti restrizioni per quanto riguarda la libertà di stampa: la legge specifica infatti che, per quanto riguarda la crisi sanitaria, verranno accettate solo notizie provenienti da fonti ufficiali, e chi dovesse contravvenire alla legge diffondendo fake news potrebbe essere condannato fino a 5 anni di reclusione. Il governo Orbán non gode però certo di una fama di governo democratico e aperto a critiche, rendendo quindi probabile lo sfociare di queste misure anche nei confronti di coloro che dovessero anche solamente criticare la gestione dell’emergenza o più in generale per chi dovesse criticare il governo.

Solo al primo ministro spetta decidere quando lo stato d’emergenza avrà fine.

Le opposizioni, in particolare nelle figure di Bertalan Toth, leader dei socialisti e Tamàs Sneider, leader del partito nazionalista Jobbik, denunciano un colpo di stato da parte di Orbán, in quanto le misure adottate non rispecchierebbero affatto la situazione nazionale; in Ungheria infatti il virus Covid-19, ha fatto registrare circa 500 contagi e 15 vittime. Il primo ministro ha risposto alle accuse definendo l’opposizione come alleata del virus.

La legge è stata aspramente criticata anche dagli osservatori dell’Unione Europea; essi affermano che dietro la legge d’emergenza, emanata col pretesto di salvaguardare la salute pubblica e frenare il diffondersi del virus Covid-19, si celi in realtà la volontà e il mezzo tramite cui instaurare a tempo indeterminato il potere sovranista già saldamente posto in essere grazie all’ampio controllo dei media, della magistratura e dai legami tra il presidente e gli oligarchi che controllano le maggiori aziende nazionali.

Il consiglio d’Europa e L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, ha espresso la sua preoccupazione per la svolta Ungherese ammonendo che tali misure, che pongono un Paese in uno stato d’emergenza perpetuo e incondizionato, non possono garantire il rispetto delle regole e dei valori democratici.

Anche l’Unione Europea, s’è espressa al riguardo, anche sotto l’invito di numerose organizzazioni a difesa della libertà di stampa e informazione; il commissario europeo per la Giustizia e lo Stato di diritto Didier Reynders ha fatto sapere tramite il suo account Twitter che “La Commissione europea sta valutando le misure di emergenza adottate dagli Stati membri in relazione ai diritti fondamentali. In particolare per il caso della legge votata oggi in Ungheria sullo stato d’emergenza e le nuove sanzioni penali per la diffusione di informazioni false”.

La precarietà della situazione in Europa già dettata dal diffondersi del virus viene ad aggravarsi ulteriormente alla luce di questo fatto, che evidenzia ancor di più quanto sia necessaria una risposta pronta e unita da parte di tutta l’Unione Europea, la quale nel bene o nel male, con questa crisi si trova ormai a un punto di svolta storico.

Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Tema di Anders Norén