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Cultura, Diritto

GIORNALI E TV NON VE LO DIRANNO!!!

GIORNALI E TV NON VE LO DIRANNO: TUTTI I NODI ARRIVANO AL PETTINE!

Avevo proprio voglia di far parte, per una volta, del team “complottisti”. Il problema è che in questo caso, non potrei dire che vi siano i “poteri forti” o qualche setta massonica a limitare la diffusione di questo tipo di notizie. 

No, in questo caso, come peraltro in altri, si tratta della pigrizia e dell’ignoranza. La pigrizia, perché spesso non vogliamo approfondire temi un po’ piú complessi, che vadano oltre il bianco ed il nero, oltre a quanto immediatamente distinguibile nei piú banali temi di politica da bar.

L’altro motivo, l’ignoranza, è peraltro ben legato alla stessa pigrizia. L’ignoranza, in politica, fa gravissimi danni, a tutti i livelli. Dai rappresentati ai rappresentanti, passando per tutte le organizzazioni che possano frapporsi nel mezzo. Si tratta, per un esempio mio caro e particolarmente interessante per questo articolo, al tema dei diritti umani e dei principi fondamentali dello stato costituzionale di diritto (e ora direte “ecco, che inizia il pippone”).

Leggendo le costruzioni “diritti umani” o “principi fondamentali”, ad esempio, viene da pensare che si tratti di un linguaggio legalese, utile solo ai pochi, per darsi un tono ed alzarsi al di sopra (e magari al di fuori) della normalitá. Certo, direte voi: capita che queste parole vengano utilizzate in modi inappropriati per dare colore a discorsi politici che dimostrano la consistenza di un panno swiffer. Questo purtroppo è vero e tale uso smodato di tali termini ha comportato un allontanamento del linguaggio comune dagli stessi. 

Dobbiamo capire, peró, che le cose non stanno cosí. Quando parliamo di diritti umani, non ci riferiamo (solo) al soggetto indigente che non puó permettersi di accedere a servizi di prima necessitá. I diritti umani sono una categoria amplissima che coinvolge moltissimi spazi della vita quotidiana di ognuno di noi. Dal diritto di criticare il potere, in qualsiasi forma esso si esprima, al diritto di uscire di casa per una corsa (does it ring a bell?), al diritto di prendere l’auto e di visitare qualche parente, al diritto di non vedere il nostro domicilio violato per qualche ragione che non sia espressamente prevista dalla legge, al diritto di poter votare in modo segreto e di poter comunicare alla stessa maniera. Questi sono tutti diritti umani.

Lo stesso ragionamento puó applicarsi anche per la categoria “principi fondamentali” che, peraltro, sono intimamente connessi alla categoria “diritti umani”. Un principio fondamentale, ad esempio, è il diritto di difesa. Ora, se domani una pattuglia dovesse portarmi in carcere, applicandomi la misura della custodia cautelare, saprei che vi sono delle garanzie costituzionali e legali che mi permettono richiedere una “rivalutazione” della decisione che ha portato quel magistrato ad emettere quel provvedimento che mi ha portato in carcere. 

Ancora, vorrei precisare, non sono ragionamenti formali ed ampollosi. Sono straordinariamente attuali, sia in Italia che all’estero. Viviamo in un paese in cui vi sono migliaia di innocenti incarcerati o sottoposti a misure comunque ingiuste. E i cosiddetti princi fondamentali dovrebbero appunto garantire che ció non avvenga o, quantomeno, avvenga in modo piú raro. 

I principi fondamentali lo sono anche per la vita di ognuno di noi. E quando vengono meno, sono guai. Se in Italia, ad esempio, questi presentano qualche lacuna o qualche applicazione inappropriata, in alcuni paesi membri dell’UE, come gli utenti piú affezionati a questo blog avranno avuto modo di capire, questi sono stati fortemente limitati, per uso e consumo di alcune organizzazioni politiche. 

Con questo articolo non desidero peró tornare a descrivere l’assoggettamento del potere giudiziario in Polonia (ormai avvenuto quasi totalmente), né delle altre riforme liberticida. 

Vorrei soffermarmi sul rapporto che vi è tra queste democrazie illiberali e il futuro dell’UE. Ieri il primo ministro ungherese Viktor Orban ha dichiarato che “Il piano Ue da 750 miliardi assurdo e perverso”. Questa dichiarazione ha dimostrato che la partecipazione dell’Ungheria nell’UE, quantomeno sino ad oggi, sia avvenuta solo per un fine utilitarista, ovvero ottenere fondi europei in misura ben maggiore rispetto a quanto versato da questo Stato. 

Chiaro che quindi qualsiasi integrazione politica che avvenga a livello europeo che comporti, peró, il rispetto di regoli fondamentali comuni venga visto da questi paesi in modo molto negativo. Altrettanto lampante è il presupposto che non vi sará spazio per politiche che non li beneficino direttamente. 

Ma il futuro dell’Europa puó rimanere condizionato da questi soggetti?

No. Peró, per far sí che non avvenga, dovremmo imparare ad occuparci ed approfondire notizie che siano veramente rilevanti per il nostro futuro. 

Viva l’Europa, viva la libertá. 

Federico Cazzaro

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