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Politica interna

PolExit: raggiunto il punto di non ritorno?

Torno spesso sul tema della crisi costituzionale polacca e sulla (mancata) reazione delle istituzioni dell’Unione alla stessa. Ciò non perchè sia particolarmente fissato su queste vicende, nè perchè coltivi un qualche specifico interesse su questo specifico Paese.

La mia attenzione alla crisi della Rule of Law nell’Europa centro-orientale nasce dalla riflessione che questa rappresenti il più grande fallimento dell’Unione Europea in quanto tale. 

Lo scorso novembre, sempre su questo blog, facevo notare l’importanza di alcuni avvenimenti concernenti questo Paese Membro, tra cui l’elezione di Donald Tusk a Presidente del Partito Popolare Europeo (PPE) e, soprattutto, le elezioni dello scorso ottobre che hanno consegnato a Kaczyński, il leader del partito euroscettico PiS (letteralmente, Diritto e Giustizia), il controllo del SEJM, la camera bassa polacca. 

Dopo questi avvenimenti, infatti, il parlamento polacco ha approvato una nuova riforma del sistema giudiziario che limita ulteriormente l’indipendenza dei giudici, principio già fortemente messo in discussione negli ultimi anni da PiS, oramai terribilmente prevaricante tutti i poteri dello Stato Polacco (maggiori informazioni qui). 

La stessa Corte Suprema polacca, oramai l’ultimo baluardo di indipendenza del sistema giudiziario di questo paese, ha dichiarato che le recenti riforme approvate dalla maggioranza monocolore di PiS potrebbero portare effettivamente ad un’uscita della Polonia dall’Unione Europea nel lungo termine (“Contradictions between Polish and EU law…. will in all likelihood lead to an intervention by EU institutions regarding an infringement of EU treaties, and in the longer run [will lead to] the need to leave the European Union” link).

Il fatto che, nonostante tutto ciò, il partito di PiS viaggi ancora oltre quota 45 per cento nei sondaggi politici nazionali, accresce ulteriormente le mie preoccupazioni. Un tale largo consenso, infatti, non vi sarebbe se venisse correttamente considerata la gravità delle recenti riforme proposte ed approvate da PiS (sia consentita l’imprecisione) o se, addirittura, le stesse non venissero considerate come un tentativo del mondo politico di aggredire soltanto la corruzione e l’inefficienza dell’ordinamento giudiziario ma, con un’ottica completamente diversa, dovessero essere invece considerate come un tentativo, oramai quasi raggiunto, di superare la divisione dei poteri, al fine di instaurare un sistema autocratico in Polonia. 

Questo smantellamento della Rule of Law o, tradotto in termini nostrani, dello Stato Costituzionale di diritto, sembra essere visto con favore da una parte consistente della società polacca, e non solo. Questo scivolamento verso la palude delle autocrazie occidentali, quanto mai supportato dalla Federazione Russa per interessi propri, non smette di allarmare e richiama, purtroppo, gli anni della crisi successiva alla prima guerra mondiale. 

Restiamo in attesa e continueremo a sostenere un risveglio culturale dei popoli europei, affinchè si comprenda che la difesa dei valori della Rule of Law sia l’unica via per mantenere l’unità dell’Unione Europea e la pace all’interno dei nostri confini. In tale senso, infatti, deve essere chiaro che la crisi della Rule of Law esplicita che non ci possano essere paesi che beneficino soltanto dei vantaggi dell’appartenenza all’UE e che non ne rispettino i fondamentali principi di diritto (per un approfondimento si rinvia a Koncewicz, Tomasz Tadeusz: The Supranational Rule of Law: Taking Stock, VerfBlog, 2019/12/27, link). 

“Per un’Europa Libera ed Unita”
Federico Cazzaro

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