eurovicenza

Il blog del Movimento Federalista Europeo – sezione di Vicenza

Politica estera

Trump, Putin, Modi, Xi Jinping, Merkel, Macron: chi diventerà il nuovo leader del mondo?

Mi è capitato di leggere un articolo dell’Ammiraglio James Stavridis, Preside della Scuola di Diplomazia della Tufts University nonché ex Comandante Supremo alla NATO, sul settimanale americano TIME. Mi ha stupito la miopia e la scarsa qualità del pezzo, in cui l’autore argomentava – neppure troppo velatamente – che la NATO dovrebbe essere usata solamente per aiutare le politiche statunitensi. Non mi stupisce che l’Ammiraglio non concepisca nemmeno che nasca un’area di influenza europea, ma mi sarei aspettato perlomeno una visione più moderna rispetto a quella della Guerra Fredda. Stavridis infatti contrappone Russia e USA, dove i primi fanno la parte dei cattivi e i secondi dei buoni.

Nonostante l’articolo sia a mio parere di second’ordine, mi ha offerto alcuni spunti di riflessione. Innanzitutto, mi sembra evidente che gli Stati Uniti non possano più agire da pacificatori e da (presunti) risolutori di conflitti, come sostiene il pezzo sul TIME; non solo perché hanno miseramente fallito in quasi ogni occasione, ma anche perché stanno perdendo sempre più importanza sullo scacchiere internazionale. Trump ha ingaggiato una battaglia contro la Cina che mi ricorda molto quella di Don Chisciotte contro i mulini a vento. Pensare di indebolire il Dragone puntando sul carbone e sulle produzioni a basso costo è come tirarsi la zappa sui piedi. Parallelamente, il Presidente americano sta isolando il suo paese dal resto del mondo, rinunciando al programma sul clima (che la Cina ha firmato e confermato) ed erigendo barriere pseudo tariffarie per migliorare la bilancia commerciale (mentre la Cina chiede lo stato di economia di mercato).

Credo che Stavridis avrebbe fatto bene ad includere qualche riflessione sulle nuove, vere potenze globali. La visione che contrappone USA e Russia è ormai obsoleta e rischia di distogliere l’attenzione da dove esistono i problemi reali. Ho già fornito un paio di esempi di come il Dragone si stia impadronendo della leadership globale, cercando persino il misero riconoscimento di noi occidentali. Poco lontano, l’India è alle prese con delle gravi contraddizioni interne e non sembra interessata ad entrare nel club di chi muove i fili del mondo – perlomeno finché governerà il nazionalista Modi. Abbiamo quindi quattro grandi aree d’influenza: Stati Uniti, in deciso declino (forse salvati solo dal Dollaro e dalle tecnologie), Russia, forte politicamente ma debole economicamente, Cina, in forte ascesa, e poi l’Unione Europea.

A dirla tutta, la nostra credibilità come continente deve ancora costruirsi. I leader occidentali devono ancora consultarsi spesso con Merkel e Macron, e ciò sottolinea l’importanza strategica che avrebbe la nostra area se fossimo capaci di contrattare uno ore. Nonostante Macron si sia dimostrato meno euroentusiasta di quanto sembrasse, confido che Frau Merkel si sciolga un po’ di più una volta vinte le elezioni. Un asse franco-tedesco ristrutturato può far bene all’Europa ma non creerà sicuramente il peso internazionale di cui abbiamo bisogno.

Se vogliamo quindi riscattare la bassa produttività europea ed avere voce in capitolo nelle questioni internazionali, l’unica strada percorribile è quella della maggiore integrazione. La Cina non aspetta che ci agganciamo al treno e la Russia continuerà certamente a fare la voce grossa e ad ingolosire il Gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia), che si sta spostando sempre più verso il modello autoritario offerto da Putin. Queste spinte centrifughe potrebbero giocare a favore dell’Europa occidentale, che potrebbe cogliere l’occasione per creare uno zoccolo duro che condivida la politica fiscale piuttosto che quella estera. I leader europei, al G20 di Amburgo, hanno fatto capire a Trump che non intendono piegarsi alle sue richieste sulla NATO e che non faranno i vassalli in una crociata contro Russia e Cina. Mi sembra però necessario che si uniscano le forze e che si dimostri ai nostri parenti d’oltreoceano che siamo perfettamente in grado di cavarcela da sola: i tempi del Piano Marshall e della Guerra Fredda sono finiti da qualche decennio. Non ci resta che spiegarlo ai nostri concittadini ed amici europei (e a Stavridis, in modo che non scriva più articoli in cui sembra dire che gli Stati Uniti siano ancora l’ombelico del mondo).

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Theme by Anders Norén