A diversi mesi dal voto popolare del Regno Unito favorevole al distacco dall’Unione Europea, le incognite sono molte e non è chiaro cosa potrà derivarne. La scelta del leave è prevalsa di poco con una distribuzione territoriale articolata, che ha registrato orientamenti in senso contrario nelle maggiori città ed in regioni importanti come la Scozia e l’Irlanda del Nord. Londra non ha ancora formalizzato l’esito della consultazione, che il Governo ritiene di competenza propria, mentre l’Alta Corte con una recente sentenza ha stabilito debba esserci un previo esame del Parlamento. Ha pertanto bisogno di tempo per dirimere questo conflitto istituzionale e ridefinire poi i rapporti con i partner europei, senza compromettere gli intensi scambi commerciali e finanziari in atto.

D’altra parte, non c’è fretta nemmeno a Bruxelles. I Trattati non prevedono che poche laconiche disposizioni per i casi di recesso, essendo stati elaborati e sottoscritti in uno spirito di allargamento e consolidamento delle relazioni. Soprattutto si presenta laboriosa la costruzione di una linea politica condivisa e tuttora si confrontano posizioni intransigenti accanto ad altre più concilianti, con visioni diverse dei futuri assetti. Queste non   riguardano soltanto la ricucitura di uno strappo con un partner storicamente recalcitrante e adesso un po’ più lontano. Riguardano anche l’ambiguità istituzionale dell’Unione, che a molti anni dall’avvio dell’esperienza comunitaria soffre ancora di forti spinte intergovernative e fatica a imboccare la strada dell’integrazione politica.

Sono i temi che intende approfondire questo Convegno, organizzato dall’Università di Verona, dal Movimento Federalista Europeo e Alda (Associazione europea per la democrazia locale). E’ aperto alla cittadinanza ed è rivolto in particolare ai giovani, che sono ormai culturalmente legati allo spazio europeo e vedono in questa dimensione le prospettive più interessanti per il loro futuro.